Jett0ne la nuova stella emergente del rap italiano. Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con lui. Leggi l’intervista

Jett0ne il nuovo talento del rap italiano!
È uscito da poco il suo nuovo singolo “Perfect” dopo una pausa di quasi 4 anni, Jettone è ritornato di nuovo con un singolo che sicuramente ti lascerà a bocca aperta come ha lasciato il suo pubblico.
Ho avuto il piacere di intervistarlo per il blog, e vi lascio il link per ascoltare la sua ultima canzone “Perfect” 😉
Detto questo buona lettura per l’intervista 🚀

1 Ciao Jettone benvenuto nel nostro blog, è sempre un piacere intervistare rapper emergenti come te, nella speranza che fra non molto non sarai più emergente ma un rapper più che conosciuti. L’altra volta ho ascoltato il tuo singolo “Perfect!” (uscito 11 luglio) complimenti spacca veramente tanto, ho notato che ci sono molti incastri (correggimi se sbaglio) Soprattutto nei primi minuti. Com’è nata l’idea di scrivere un pezzo così?

Ciao, grazie per lo spazio condiviso, mi fa piacere che vi sia piaciuto il brano!
“Perfect!” è nato da uno sfogo, è quasi un freestyle, tutto è scritto di getto.
Negli anni si ha sempre cercato di raggiungere questa perfezione, che di epoca in epoca
é sempre cambiata, oggi si fa lo stesso nel rap come in altre cose e sentivo di dover dire
la mia a riguardo.
Dall’anno scorso ho lavorato a molti brani che farò uscire nel tempo e questo è una dimostrazione di skills, di tecnica ed è uno dei pezzi più “rappusi”

2 Come nasce il tuo nome d’arte Jett0ne?
Ha un significato?

JettOne ha un doppio significato e si può leggere in due modi.
Parte tutto dal nome “Jet” e, nel Writing, si usa spesso affiancare la tag da un “One” e così ci ho aggiungo una seconda “T” diventando “JettOne” che, inoltre, si può giocosamente
leggere come “Gettone” scritto con la “J”

3 Com’è nata la tua passione per la musica e per il rap nello specifico? Con quale artista, album o canzone ti sei detto: “voglio farlo anch’io”? Ci sono artisti o album in particolare che ti hanno colpito da adolescente, e hanno contribuito ad avvicinarti a questa cultura? Hai mai provato a cimentarti anche nelle altre discipline dell’hip hop?


Il rap dei primi anni 2000 è stato ciò che mi ha stregato.
Fin da bambino ascoltavo un sacco di musica, di ogni genere, non conoscevo distinzioni, c’era solo bella musica : Tra questi “Beautiful” di Snoop e Pharrell, “Dilemma” di Nelly ed un po’ di Black Eyed Peas.
Poi arrivo Eminem con “Just loose it” e mi sarò ascoltato il pezzo in repeat per una quarantina di volte, da li inizio a capire che c’era uno stile musicale differente e si chiamava Rap. Successivamente ho scovato 50Cent con la G-Unit, Dr.Dre, Xzibit, Nate Dogg, Fat Joe, Busta Rhymes, Chingy, Joe Budden e compagnia bella, insomma, i pesi massimi del rap in quegli anni. Guardando i loro video ho capito appieno cosa trasmettevano e ho iniziato a vedermici dentro, totalmente. Da li ho iniziato a fare rap.
Per quanto riguarda le altre discipline ho iniziato a fare basi fin da subito. Poi ho anche iniziato a fare Writing, Break Dance e danza HipHop, il Djing è l’unica disciplina che mi manca.

4 Ho notato nel tuo canale YouTube che 5 anni fa pubblicasti un 3 singoli ma poi hai avuto un periodo di inattività musicale, come mai non hai cacciato singoli per un po’?

Ho avuto un periodo difficile a livello economico, ho deciso di finire gli studi per sperare di avere un lavoro che mi piacesse e mi sono cimentato nella comunicazione grafica, mi ci sono appassionato quasi quanto al rap e l’ho portata avanti fino a lavorarci concretamente.
Nel frattempo ho fatto un EP con un mio amico, dal nome FVMVS.

5 Ricordi qual’è stato il tuo primo pezzo? Com’era? Invece qual’è stato il pezzo più bello che hai scritto?

Il primo pezzo devo dire che non me lo ricordo proprio, so solo che agli inizi facevo proprio cagare (ride).
Difficile rispondere anche alla seconda domanda: Ho più di un pezzo che ritengo il migliore che abbia scritto, ma ciò che mi piace veramente è il fatto che quando credo di aver scritto il mio pezzo migliore, finisco per fare di meglio e mi sorprendo di me stesso.

6 Sempre parlando di pezzi in generale qual è il tuo modo di scrivere? Di getto o più lento e ragionato? Dove e quando scrivi di solido?

Dipende dall’ispirazione, da come sono preso o da ciò che mi comunica il beat.
Quando ascolto una base mi arrivano sempre delle immagini in testa che mi portano a riflettere su un qualcosa per poi parlarne in rima. Altre volte ascolto il beat e già mi escono le prime barre, mi prendo bene e finisco tutto il testo di getto. Questo accade soprattutto quando ci sono cose che mi tengo dentro da un po’.

7 Se avessi la possibilità di scegliere un rapper o un producer (Uno italiano e uno straniero) con cui collaborare, chi sceglieresti? Qual’è il tuo rapper / producer preferito?

Come rapper americano sceglierei a mani basse Tech N9ne, essendo uno dei miei rapper preferiti. Come producer dipende lo stile: Da un lato sceglierei Dj Premier, dall’altro Dj Mustard. 
Come rapper preferito italiano sono in bilico fra 3 nomi: Fabri Fibra, Mondo Marcio e Ibo Montecarlo. Come producer Bassi Maestro sicuramente.

8 chi sei nella vita di tutti i giorni? E’ difficile far coincidere lavoro, famiglia e passione? A 15 anni immagino che avevi delle speranze e dei sogni, cosa immaginavi del tuo futuro? Cosa pensi dei giovani d’oggi? è cambiato qualcosa?

Adesso sono un grafico, mi sono appassionato anche alla moda e sto lavorando ad un brand di streetwear. La cosa più difficile è dare un immagine diversa e professionale di se stessi senza far vedere certi lati, se uno dei miei capi mi vedesse ad un live cambierebbe la sua opinione in un attimo. A 15 anni sognavo di diventare un rapper, sono sempre stato un sognatore (ride) e sono sempre stato convinto delle mie scelte, tanto che le porto avanti tutte a distanza di anni.
Ora è molto diverso da com’era: Quando andavo a scuola il Rap era un genere deriso e visto male in tutta Italia, se dicevi di essere un MC al massimo ti prendevano in giro.
Oggi il rap va di moda ed è ascoltato da tutti, tanto che i giovani rapper escono da scuola con una fan base corposa e c’è uno spirito di supporto e condivisione da parte di tutti, praticamente l’esatto opposto di come l’ho vissuta.

9 Sei soddisfatto di ciò che hai fatto fin ora?

Si, soprattutto del mio ultimo periodo. Ho aperto i live di diversi nomi quali Gemitaiz, Murubutu, Inoki, Kaos, Dead Poets, Microspasmi e tant altri, la cosa che mi ha più colpito è stato andare a concerti o eventi dove non partecipavo e trovare persone che mi fanno i complimenti per live che ho fatto anche anni prima, oltre al fatto di avere certe persone che mi seguono assiduamente e mi vedono già in alto.

10 Hai in cantiere nuovi progetti? Da solo o magari un album condiviso con qualcuno??

Dallo scorso anno sto scrivendo e registrando un sacco di tracce, questo è stato il primo ad uscire e sto già preparando i prossimi singoli. Per il momento non voglio anticipare nulla, solo che sono brani molto diversi tra loro.

11 Se dovresti dare un consiglio ad un giovane, che vuole incominciare a fare rap, a fare beat, a fare il dj o comunque ad entrare a far parte di questa cultura, cosa gli consiglieresti?

Fatti muovere dall’ispirazione e da ciò che vuoi diventare.
Più fai, più farai, più ne saprai, con il tempo ci si evolve.
Secondo me una cosa importantissima è frequentare l’ambiente andando ai concerti, conosci persone come te, vedi come fanno i live i tuoi rapper preferiti e con il tempo, facendo tanti live, arriverai a quei livelli. Fare un live credo che sia la massima espressione di tutto questo, è quel momento dove vivi la musica in tutto e per tutto.

12 Pensi sia difficile emergere nel panorama musicale italiano? Quali difficoltà hai incontrato in particolare durante il tuo percorso? Dove ti vedi da qui a 10 anni? 

In realtà è facile e difficile, questione di gusti e di ambiente.
Infatti la maggiorparte dei rappers affermati vengono da grandi città o ci si sono trasferiti, ciò ti fa conoscere certi ambienti e certe persone che ti portano a determinati risultati prima di altri, che magari vengono dai paesini di provincia, in mezzo al nulla.
Per il resto è tutta questione di gusti, se una canzone rispecchia i gusti della maggior parte delle persone gira, altrimenti rimane di nicchia, anche se ha un livello artistico elevato.
Fra 10 anni mi vedo realizzato con un qualcosa creato da me, che sia musica, grafica o moda.

13 C’è qualche messaggio che vuoi portare in generale con la tua musica? Se si quali sono?

Cerco di esprimere me stesso, parlo delle cose che mi riguardano, sono una persona riflessiva e molti testi derivano da pensieri o ragionamenti e ho diversi lati da mostrare.
Scrivo pezzi incazzati come pezzi ignoranti o pezzi tristi, in pratica tutto ciò che fa parte della mia vita.

14 Parlando un pò più in generale, cosa pensi della scena italiana di questo periodo?

Vedo molta unione e collaborazione tra generazioni vecchie e nuove.
Sono usciti anche dei bei titoli, ci sta sempre qualcuno che riesce ancora a portare hype alla scena e ci sono belle sorprese. Nel complesso la vedo molto positiva.

15 Domanda insolita C’è una domanda riguardo la tua musica alla quale vorresti rispondere ma che mai nessuno ti ha fatto?

“Come preferisci ascoltare musica?”
Secondo me è una domanda importante perchè il modo in cui si ascolta musica influisce molto su come o quanto la percepiamo. 
Il modo che preferisco io è mentre sono in bicicletta con delle buone cuffiette in strade in mezzo al nulla. Io così riesco ad addentrarmi totalmente nei brani, cogliere il mood, lo stile, la sonorità e l’anima della canzone. Una volta lo facevo molto spesso.

Questo è il suo ultimo singolo “Perfect!” Ascoltatelo, ne vale la pena 😉