Andrea Imberti, ha iniziato come dj e produttore adesso si dedica anche al management a 360º nel mondo musicale. Ho avuto l’occasione di portare per la prima volta in pagina un manager e intervistarlo.

ANDREA IMBERTI CI SPIEGA COSA SIGNIFICA ESSERE UN MANAGER NEL 2020

Il suo Instagram: https://www.instagram.com/imbertiandrea/

Andrea Imberti nasce come dj e produttore, iniziando però dalla fine del 2017 ad addentrarsi nel management della sfera rap e hip hop. Oggi, a soli 22 anni, è una figura innovativa nel panorama della gestione artistica, infatti unisce la vecchia scuola (placement discografico e booking) con le richieste del mercato attuale spingendo gli artisti sui social (Instagram e Spotify in primis).

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con lui, e per la volta abbiamo avuto il piacere di portare un manager

CIAO ANDREA, COME PRIMA COSA BENVENUTO NEL NOSTRO BLOG, è SEMPRE UN PIACERE PARLARE CON RAPPER MA PER LA PRIMA VOLTA CON UN MANAGER, PARTIAMO CON LA PRIMA DOMANDA: QUALI SONO LE COMPETENZE CHE DEVE AVERE UN MANAGER MUSICALE AL GIORNO D’OGGI?

Ciao ragazzi, per me è un piacere essere qui con voi oggi. Credo che se si vuole rimanere al passo con un mondo in costante mutamento bisogna sapersi rinnovare ogni giorno. Io infatti quotidianamente cerco di stringere nuove collaborazioni e crearmi nuovi contatti. Sicuramente è fondamentale avere una buona base sui social, altrimenti le etichette discografiche e i management nemmeno ti considerano. Quindi quello che posso consigliare io è di lavorare ogni giorno per ampliare la propria rete di conoscenze e imparare quanto più possibile per avere la massima esposizione possibile sui sociale media.

SAPPIAMO CHE HAI INIZATO COME DJ, COSA TI HA SPINTO A AVVICINARTI AL MONDO TRAP?

Io ho iniziato nel 2012 ad appassionarmi alla musica elettronica, e lo sono tutt’ora. Però circa 3 anni fa ho incominciato a avvicinarmi al mondo rap e hip hop per quanto riguarda il lato del management artistico. In primis perché paradossalmente mi accorsi di avere quasi più contatti in quel mondo che in quello edm, e poi perché sentivo che a breve la musica house e la trap sarebbero coesistite. E così si sta avverando.

COME ABBIAMO DETTO PRIMA SEI STATO PRIMA UN DJ, COME MAI HAI DECISO DI DEDICARTI AL MONDO RAP MA SOTTO UN ALTRO ASPETTO, OVVERO QUELLO DEL MANAGER?

Questa è una bella domanda, in realtà era l’unica soluzione possibile. Di sicuro non avrei potuto fare il cantante; invece l’opzione produttore mi è passata per la mente ma la verità è che per produrre questo genere ad alti livelli bisogna esserci nati, mentre io provenendo dal mondo della musica elettronica avrei rischiato di rendere i pezzi un po’ troppo edm. Di conseguenza il manager è stata la scelta ovvia, anche perchè ho molti contatti in questo settore e me la cavo a relazionarmi con le persone. Quindi rappresentare gli artisti era l’unica strada. Il mio lato dj mi è stato utile per vedere prima di altri che la nuova wave sarà il rap sulla house minimal, e inoltre torneranno le sonorità anni ’80.

CI PUOI SPIEGARE COME MAI LA FIGURA DEL MANAGER É COSÍ IMPORTANTE? E SOPRATTUTTO VOI MANAGER DI COSA VI occupate PRINCIPALMENTE?

La figura del manager è importante perchè lui e l’artista sono un tutt’uno. Non esiste l’uno senza l’altro. Molto spesso gli artisti hanno bisogno di una figura che li sappia consigliare e certe volte guidare in alcune scelte. Questo perchè alcune volte capita che un artista non ha una visione oggettiva delle cose, si lascia trascinare dalle emozioni del momento. Il compito di noi manager è invece guardare il tutto dall’alto, con distacco. Quindi oltre alla sfera emozionale, noi manager ci occupiamo anche di indirizzare i cantanti in modo che possano fare le scelte artistiche migliori per loro. Ovviamente non tutti i manager fanno le stesse cose, io, come detto in precedenza, guardo in primis il lato social in quanto ormai è un biglietto da visita.

UNA DOMANDA PER TUTTI GLI EMERGENTI IN CERCA DI UN MANAGER: SCEGLI I RAPPER DA SEGUIRE IN BASE ALLA LORO FAMA O AL LORO PERCORSO O NON TI FAI INFLUENZARE DA QUESTO? NEL SENSO SEGUI I RAPPER CHE SECONDO TE MERITANO A PRESCIENDERE DALLA LORO FAMA

Sì, per me un ragazzo può anche avere 100 mila followers su instagram ma se ha meno talento rispetto a un altro che ha “solo” mille seguaci, io sceglierò sempre il secondo perchè ci potrò fare una lavorazione seria e più duratura. Come detto in precedenza avere una buona presenza sui social è un biglietto da visita, ma non è la carta d’identità. Infatti puoi anche avere numeri alti ma se non sei talentoso o fai qualcosa fuori dagli schemi allora magari sarai solo una meteora. Riguardo al loro percorso possono anche avere fatto uscire zero dischi come dieci e, salvo casi eccezionali, con me si parte da zero in ogni caso.

COSA NE PENSI DI QUESTO CAMBIAMENTO DEL SOUND TRAP CHE SI STA AVVICINANDO ALLA HOUSE?

Ritengo che questa sarà la nuova wave, lo dico da anni. Infatti tra il 2019 e il 2020 sono iniziati a uscire i primi pezzi rappati su base edm (boogieman di ghali e salmo, auto blu di shiva, l’ultimo singolo di Fedez ecc…). La musica elettronica sosterrà l’evoluzione della trap, e gli artisti emergenti avranno più facilità di essere apprezzati se pubblicheranno brani con basi house, proprio perché sarà una ventata di aria fresca.

QUANTO DURA IL PERCORSO ARTISTICO DI UN EMERGENTE? E SE NE AVESSI UNO QUI CON NOI OGGI, CHE COSA GLI CONSIGLIERESTI?

Generalmente con me il percorso musicale di un emergente dura un anno, dopodiché la sua figura artistica è abbastanza forte per poter essere girata a una major label o a un management grosso.  Se avessi un artista emergente qui davanti a me gli consiglierei innanzitutto ciò che ho detto prima, cioè di provare sound nuovi possibilmente house / minimal. Dopodiché un’altra componente importante è il mindset, infatti spesso molti artisti perdono la grinta poiché dopo l’uscita dei primi pezzi non raggiungono subito notorietà. Far capire che la strada che porta al successo è lunga e tortuosa è la cosa più complicata da spiegare alle persone. Tutti vogliono tutto subito, ma la vita non funziona così.

PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE L’ASPETTO MENTALE PER RAGGIUNGERE IL SUCCESSO?

Più che importante direi che è l’aspetto fondamentale, puoi essere talentoso quanto vuoi ma se non hai il carattere adatto o non ti sai rapportare con gli addetti ai lavori del mondo musicale allora è meglio è se ti dedichi a altro. La verità nuda e cruda è che nel mondo della musica si va avanti tenendosi buoni i contatti: le persone frettolose, scorbutiche o arroganti hanno vita breve in questo settore. Un’altra piaga del settore è la pigrizia. Credo che tra tutti i difetti che un cantante possa avere questo sia il peggiore. Non c’è peggio di un progetto discografico in cui il protagonista ha costantemente bisogno di essere sollecitato per produrre i dischi. Quindi l’aspetto caratteriale sta alla base di tutto, io prima di lavorare con un artista infatti voglio conoscerlo di persona, capire a che cosa punta e quanto è disposto a mettersi in gioco per raggiungere i propri obbiettivi. 

CI SEMBRA DI CAPIRE QUINDI CHE FARE IL MANAGER NON E’ SOLO GESTIRE IN MANIERA FREDDA UN PROGETTO DISCOGRAFICO…MA QUALCOSA DI PIU’. HAI QUALCHE ANEDDOTO DA RACCONTARCI?

Assolutamente sì, gestire un artista significa anche occuparsi della sua sfera psicologica e saperlo aiutare quando ne ha bisogno. Un aneddoto che mi viene in mente su due piedi è stato quando a gennaio un mio rapper voleva mollare perchè non aveva più stimoli, io l’ho convinto a non farlo perchè credevo in lui e pochi giorni fa ha firmato una feat con Famous Dex. Queste sono soddisfazioni.

VA BENE GRAZIE ANDREA PER IL TUO TEMPO, SPERIAMO DI RIAVERTI PRESTO CON NOI!

Grazie a voi ragazzi, a presto!