Endigii, giovane rapper della scena italiana. Oggi ho avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con lui. A voi l’intervista

Endigii, all’anagrafe Andrea, giovane promessa del rap italiano e della scena foggiana. Si è iniziato ad avventurarsi nel mondo del rap game dal lontano 2014. Oggi la sua biografica su Spotify conta 1 ep e molti singoli. Abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con lui, grazie all’uscita del suo nuovo pezzo Lacrime, che uscirà venerdì 11 giugno su tutte le piattaforme digitale. Spero che l’intervista possa essere di vostro interesse, buona lettura 😉

Ciao Endigii, benvenuto nel nostro blog, è sempre un piacere intervistare giovani rapper emergenti, tra l’altro ti conosco e ti ascolto già da un po’, iniziamo con una domanda per farti conoscere meglio dai nostri lettori. Raccontaci in generale un po’ di te, chi sei, da dove vieni, da quanto hai iniziato a rappare ecc…

Ciao, è un piacere essere vostro ospite. Mi chiamo Andrea, vengo da Foggia e faccio musica dal 2014. Ho iniziato col freestyle, poi, subito dopo, ho iniziato a scrivere i miei primi testi. Nei primi anni di attività facevo un genere molto diverso da quello che faccio ora, con testi e sonorità più aggressive. Dal 2017, insieme al mio produttore Itten, ho deciso di concentrarmi su liriche e melodie molto più soft, e sono riuscito finalmente a trovare la mia identità.

Essendo un rapper emergente, ormai da tempo, pensi che il modo di emergere negli ultimi anni sia cambiato? E al giorno d’oggi è più facile o difficile emergere? Cosa ne pensi della nuova scena rap e trap?

Credo che emergere sia diventato molto più complicato rispetto a prima. Ogni giorno nascono nuovi artisti, di conseguenza aumenta la “concorrenza”. In ogni caso, è bello vedere come questo tipo di musica sia riuscito a coinvolgere così tanto i giovani. Per quanto riguarda il “modo” di emergere, invece, credo che molta importanza l’abbia il fattore territoriale. Nascere a Foggia, e non a Roma o Milano, sotto molti punti di vista può essere uno svantaggio. Comunque sono convinto del fatto che chi meriti, prima o poi riesca a farcela nonostante tutto, quindi quella del fattore territoriale non vuole essere assolutamente una scusante, vado molto fiero delle mie origini. La nuova scena mi piace parecchio, a discapito di quello che pensano in molti. Cerco di ascoltare musica differente dalla mia proprio per ampliare il mio bagaglio musicale.

Qualche mese fa (correggimi se sbaglio) hai firmato per l’etichetta Sony, com’è aver firmato per un’etichetta discografica così importante? Com’è far parte di questo progetto?

Ho firmato per Sucream Records, etichetta distribuita da Sony Music Italy. In ogni caso è stato un bel passo in avanti per la mia carriera. Ho iniziato ad interfacciarmi con gente che ne sa molto più di me su diversi fronti. Sono arrivate tante soddisfazioni (come richieste di collaborazioni, inserimenti in playlist del calibro di Traptitude su Spotify  e New Music Daily su Apple Music). Ho 3 canzoni (sempre prodotte da Itten) che hanno superato i 100.000 stream su Spotify, e se penso all’anno scorso, quasi non mi sembra vero. In ogni caso sia Sucream che Sony ci stanno dando una grande mano, dandoci un’importanza che non viene data a tutti. Mi sento parte di un progetto che finora si sta dimostrando vincente, e non smetterò mai di ringraziare tutti i ragazzi che ci lavorano giorno e notte insieme a me.

Nel 2019, è uscito il tuo primo EP “Club 22” che ha avuto un discreto successo, raccontaci un po’ di questo EP, ad esempio, la traccia a cui sei più affezionato, come mai avete scelto la creazione di un EP e non di un vero e proprio album, e l’idea del titolo? 

“Club 22” nasce sostanzialmente dalla voglia di sperimentare e di avere un vero e proprio progetto ufficiale tra le mani, dato che prima di allora, io e Itten avevamo rilasciato soltanto singoli. Sono tutti brani dedicati alla stessa persona, quindi è difficile per me trovarne uno che prevalga sugli altri. Dico “Voglio Da Te” perchè quando ho scritto le strofe, mi è venuto tutto molto facile, quindi forse lo sento un po’ più mio rispetto alle altre tracce. Per quanto riguarda il titolo, nasce da uno stato d’animo che mi tormentava all’epoca e che forse continua a tormentarmi anche adesso. Mi ritrovo molto nel concetto del famosissimo “Club 27”, ovvero tutti artisti che non sono mai riusciti a trovare la pace con se stessi, cercando sollievo negli alcolici e nelle droghe, finendo poi per morire giovanissimi. Sono affascinato da questa ideologia, quindi ho deciso di trasformare “Club 27” in “Club 22”, l’età che avevo quando ho scritto l’EP. Proprio per far capire che determinate situazioni le stavo vivendo anche io, in età più giovane.

Con la tua musica voi trasmettere qualcosa? Se si, cosa di preciso?

Con la mia musica spero di arrivare a più gente possibile. Scrivo testi nei quali tutti i ragazzi possano ritrovarsi, perlopiù storie di amori non corrisposti, con abusi di alcool e sostanze stupefacenti come soluzione ad ogni male. Con questo ovviamente non voglio incitare nessuno ad abusare di sostanze, anzi, il mio consiglio è di starne il più alla larga possibile. Però in ogni brano parlo principalmente di me e di quello che ho vissuto, quindi cerco soltanto di raccontare il mio punto di vista.

Di solito dove e come scrivi i pezzi? Qual è il tuo modo di scrivere? Di getto o più lento e ragionato?

Mi piace scrivere in totale solitudine. Ho bisogno di concentrarmi e di restare solo con me stesso per dare il meglio di me. La velocità di scrittura varia da pezzo a pezzo. Stranamente, le tracce che ci hanno dato più soddisfazioni, sono state scritte massimo in un pomeriggio.

Tolta l’uscita del nuovo singolo che uscirà il 12 giugno, hai già qualche nuovo progetto? Nuovo singolo o altro? Insomma hai già qualcosa che bolla in pentola o ci tocca aspettare?

Certamente, siamo sempre al lavoro cercando di migliorarci brano dopo brano. Non posso dire molto a riguardo, però ci stiamo muovendo nella direzione giusta e solo il tempo potrà darci una risposta.

Di solito, ogni nome di un artista ha un significato, il tuo ha un significato?

In realtà è un soprannome che mi è stato dato durante l’adolescenza da un amico, non ha un vero e proprio significato, ma mi piaceva il modo in cui suonava, ed ho deciso di mantenerlo.

É stato facile produrre Lacrime con i problemi del Covid-19? Che come sappiamo ha bloccato molto il mercato musicale ma non solo 

Poco prima del lockdown, fortunatamente siamo riusciti a spostare la strumentazione per registrare a casa mia. Da lì, avendo un paio di beat di Itten a disposizione, ho iniziato a registrare provini su provini. Lacrime è venuta fuori quasi per caso. In realtà, abbiamo cambiato varie versioni di questo singolo, perchè eravamo consapevoli del potenziale che avesse, e sapevamo di poterla far suonare molto meglio. Così, non appena è stato possibile, sono andato in studio verso inizio maggio e nel giro di una settimana avevamo già il master pronto.

C’è un rapper che influenza la tua musica? Se potessi scegliere un rapper con cui collaborare chi sceglieresti?

Sono un grande fan di Post Malone, un featuring con lui per me sarebbe il massimo. Mai dire mai.

Come descriveresti la tua musica in 3 parole?

Sentimentale, cruda, vera.