Blue Virus, conosciuto come il rapper depresso, è da poco uscito con un nuovo mixtape. Ho avuto l’occasione di scambiarci due chiacchiere

Blue Virus, nome d’arte di Antonio Corda, nato a Torino nel 1989, ha iniziato a comporre musica intorno al 2010. Etichettato anche come un depresso, la sua canzone più celebrare la Porta Sul Retro ha più di 1.500.000 di streaming. Oggi ho avuto l’opportunità e l’onore di scambiare due parole con lui, grazie all’uscita del suo nuovo mixtape “Radio Modem, un mixtape di Blue Virus”. Ringrazio tutto il suo staff e Blue Virus stesso per averci dedicato del tempo. Spero che l’articolo vi piaccia.

Ciao Blue Virus benvenuto nel nostro blog, sono veramente felice di intervistare un rapper che in prima persona stimo e ascolto. Parto con una domanda abbastanza semplice, per farti inquadrare dal pubblico che magari non ti conosce, chi sei? Da quanto sei in questa scena rap? Perché hai iniziato?

Mi chiamo Antonio, sono nato ad Aprile del 1989 a Torino e faccio musica da un po’ di anni: mi sono avvicinato a questo mondo a gattoni (letteralmente) grazie agli ascolti casalinghi dei miei genitori, quando ero piccolissimo, ma ho iniziato a scrivere le prime cose attorno al 2002-2003.

Una domanda abbastanza attuale, il virus ha ostacolato l’uscita di questo album? E credi che il covid potrebbe ostacolare la crescita di questo album?

Ho iniziato a raccogliere le prime idee prima della Quarantena e con il Lockdown ho sicuramente dato una spinta alla stesura dei testi, quindi diciamo che nella tragedia ho trovato un punto di forza per andare avanti. Il mixtape sta andando molto bene, oltre ogni aspettativa di numeri e di feedback, quindi Covid o meno tutto sta andando nel verso giusto. Pure troppo.

Reputi questo mixtape il tuo disco più maturo?

Banalmente mi sentirei di dirti di sì perchè è l’uscita più recente, però non rinnego le cose pubblicate in passato, tante di esse si reggono in piedi ancora alla perfezione nonostante il passare degli anni.

Ascoltando il disco ho notato che ogni tanto a fine traccia hai deciso di inserire degli spezzoni non musicale, come mai questa idea?

Sono cresciuto ascoltando i dischi di rap americano di fine anni ’90 e inizio anni 2000, tra Eminem, Dr. Dre, Method Man & Redman e così via: loro hanno sempre inserito degli skit (intermezzi parlati/recitati) per smorzare un po’ l’atmosfera e far prendere fiato all’ascoltatore che magari arrivava da cinque brani di fila da sei minuti l’uno o magari per introdurre il brano successivo. Ne sono sempre rimasto affascinato e ho deciso di utilizzarla anch’io come cosa, praticamente dal primo progetto che ho pubblicato secoli fa.

Quale reputi il disco che ha influenzato di più nella tua carriera?

“The Marshall Mathers Lp” di Eminem mi ha avvicinato alla scrittura, “Mr. Simpatia” di Fabri Fibra mi ha insegnato a dire le parolacce e le cose estreme nei pezzi senza paura delle conseguenze.

Quando si parla della tua musica molti ti etichettano come depresso (a livello musicale) come rispondi a questo? È realmente così o no?

C’è spesso un fondo di verità in ciò che racconto ed è per questo che spesso utilizzo il personaggio, Blue Virus, con il suo annesso alter ego, Sandro Terapia, per “palleggiare” un po’ da una parte all’altra del campo: spesso mi alzo al mattino e ce l’ho col mondo, risultando più quello di un brano introspettivo come “Queste cartoline”, mentre altre volte la vita stranamente mi sorride ed io sono preso bene, risultando più simile a brani come “Scemo”.

Descrivi questo nuovo album con 3 aggettivi, e perché dovremmo ascoltarlo?

Sofferto, reale, divertente. Dovreste ascoltarlo per i tre aggettivi che ho detto e farmi sapere se siete d’accordo con me.

Chi sono quei rapper italiani o non, con cui vorresti fare un feat? Il tuo feat dei desideri. E un produttore?

Banale, scontato, ma sincero: mettetemi in studio con Fabri Fibra e nessuno si farà male. Un produttore che adoro da sempre è Big Joe, davvero un genio con un tratto distintivo notevole.

Puoi fare un saluto ai nostri lettori? E grazie per averci dedicati del tempo.

Grazie a voi per lo spazio concesso, ciao a tutti i lettori di Forza Rap e Forza Rap a tutti.